Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo. Non rappresenta persone reali, casi seguiti da Omnia Risarcimenti o documentazione clinica/stradale effettiva.

Novembre 3, 2026

Parere di fattibilità positivo o negativo: cosa succede dopo

CONDIVIDI QUESTO ARTICOLO

Indice

Cosa succede dopo il parere di fattibilità medico-legale: con un parere positivo Omnia Risarcimenti anticipa le spese della pratica; con uno negativo eviti una causa senza basi.

Ricevere il risultato di una valutazione medico-legale rappresenta un momento importante per chi sospetta di aver subito un danno da malasanità. Dopo aver raccolto la documentazione sanitaria e ricostruito il percorso clinico, il paziente può finalmente comprendere se esistono elementi sufficienti per sostenere una richiesta di risarcimento.

Un parere di fattibilità positivo indica che dall’analisi emergono presupposti tecnici favorevoli alla prosecuzione del caso. Un parere negativo, invece, segnala che le informazioni disponibili non consentono di sostenere adeguatamente una contestazione oppure che emergono criticità nella dimostrazione della responsabilità sanitaria.

I due risultati conducono a percorsi differenti, ma entrambi hanno una funzione precisa: aiutare il paziente a prendere decisioni consapevoli. Vediamo cosa succede dopo il parere, quali approfondimenti possono essere necessari e come si sviluppa una richiesta risarcitoria nei casi più complessi.

Che cosa significa ricevere un parere di fattibilità medico-legale

Il parere di fattibilità è una valutazione tecnica preliminare attraverso la quale un medico legale, eventualmente affiancato da specialisti, esamina la documentazione sanitaria e le conseguenze riportate dal paziente.

L’obiettivo è stabilire se esistano elementi compatibili con una possibile responsabilità della struttura o dei professionisti sanitari e se sia ragionevole procedere con ulteriori approfondimenti.

La valutazione considera tre aspetti strettamente collegati: l’eventuale presenza di una condotta sanitaria inadeguata, l’esistenza di un danno e il possibile rapporto causale tra quella condotta e le conseguenze subite.

Non basta, infatti, dimostrare che un intervento abbia avuto un esito negativo. Occorre verificare se le decisioni cliniche siano state appropriate e se un comportamento differente avrebbe potuto evitare o ridurre il danno.

Per questo il parere rappresenta un filtro tecnico preliminare, non una sentenza né una promessa di risarcimento. Il suo valore consiste nell’individuare gli elementi favorevoli e le eventuali criticità prima di affrontare procedure più impegnative.

Parere di fattibilità positivo: cosa significa e quali possibilità apre

Quando il team medico-legale formula un parere di fattibilità positivo, significa che l’analisi preliminare ha evidenziato elementi sufficientemente consistenti per valutare la prosecuzione della richiesta risarcitoria.

Possono emergere, ad esempio, una diagnosi tardiva potenzialmente evitabile, un trattamento non appropriato, un’omissione assistenziale oppure un errore chirurgico che abbia contribuito a provocare conseguenze permanenti.

Il parere deve considerare anche la possibilità di dimostrare il nesso causale, cioè il collegamento tra la condotta contestata e il danno. Questo aspetto è particolarmente delicato nei casi in cui il paziente presentasse già una patologia grave.

Un parere positivo non equivale a un risarcimento garantito

La valutazione favorevole costituisce una base per procedere, ma non determina automaticamente il riconoscimento della responsabilità.

La struttura sanitaria, la compagnia assicurativa e gli eventuali consulenti incaricati possono esprimere valutazioni differenti. Ulteriori accertamenti potrebbero inoltre evidenziare elementi non emersi nella fase iniziale.

Per questo un parere positivo deve essere interpretato come l’indicazione di una concreta prospettiva di approfondimento e tutela, non come la certezza di ottenere un determinato importo.

Nei casi seguiti da Omnia Risarcimenti, l’esito favorevole consente di valutare la presa in carico della controversia e l’avvio delle attività successive secondo gli accordi definiti con il cliente.

Cosa succede dopo un parere positivo: le fasi della richiesta risarcitoria

Una volta ottenuto un parere favorevole, il percorso può svilupparsi attraverso diverse attività, la cui successione dipende dalla natura del caso e dalla strategia concordata.

Approfondimento tecnico e perizia medico-legale

Il primo passaggio consiste generalmente nel completare l’analisi delle responsabilità e delle conseguenze del danno.

Quando necessario vengono coinvolti specialisti della disciplina interessata: neurologi per danni cerebrali, oncologi per diagnosi tardive, chirurghi per complicanze operatorie o ginecologi e neonatologi per eventi avversi durante il parto.

Può essere predisposta una consulenza tecnica di parte, nella quale vengono sviluppati gli elementi clinici, le eventuali contestazioni e la valutazione delle conseguenze risarcibili.

Questa consulenza è distinta dal parere preliminare e dalla consulenza tecnica d’ufficio, che viene invece disposta dal giudice nell’ambito di un procedimento.

Richiesta di risarcimento alla struttura sanitaria

Quando la documentazione è sufficientemente completa, può essere formulata una richiesta risarcitoria motivata, indirizzata ai soggetti ritenuti responsabili.

La richiesta espone i fatti, le condotte contestate e le conseguenze attribuite all’evento sanitario, con il supporto della documentazione e delle valutazioni tecniche disponibili.

La struttura sanitaria e la compagnia assicurativa eventualmente coinvolta possono esaminare la richiesta, formulare osservazioni oppure avviare un confronto per valutare una soluzione stragiudiziale.

Trattativa e possibile accordo

Una trattativa può consentire di raggiungere un accordo senza proseguire fino a una decisione giudiziale.

L’eventuale proposta deve però essere valutata considerando tutte le conseguenze del danno, comprese quelle future ragionevolmente prevedibili.

Nei casi di invalidità importante, una somma apparentemente significativa potrebbe non essere adeguata se non comprende assistenza continuativa, riabilitazione, perdita di capacità lavorativa o altre necessità permanenti.

Prima di accettare un accordo definitivo, occorre quindi verificarne contenuto, importo e conseguenze giuridiche.

Conciliazione, mediazione e giudizio: cosa prevede la Legge Gelli-Bianco

Quando non si raggiunge un accordo, la controversia può richiedere ulteriori passaggi.

L’articolo 8 della Legge 24/2017, nota come Legge Gelli-Bianco, disciplina la condizione di procedibilità delle domande giudiziali relative al risarcimento del danno da responsabilità sanitaria.

La normativa prevede il ricorso all’accertamento tecnico preventivo ai sensi dell’articolo 696-bis del Codice di procedura civile, oppure, in alternativa, al procedimento di mediazione secondo la disciplina applicabile.

A cosa serve l’accertamento tecnico preventivo

L’accertamento tecnico preventivo consente di affrontare anticipatamente le questioni medico-legali attraverso consulenti nominati nell’ambito del procedimento.

L’attività può riguardare l’appropriatezza delle cure, il nesso causale e la valutazione del danno. Il consulente tenta inoltre, quando possibile, di favorire una conciliazione tra le parti.

Questa procedura non garantisce il raggiungimento di un accordo, ma può contribuire a chiarire i punti tecnici sui quali si fonda la controversia.

La mediazione rappresenta un percorso alternativo finalizzato alla ricerca di una soluzione condivisa.

Se la controversia non viene definita, può essere valutata la prosecuzione in sede giudiziale, nel rispetto delle condizioni e dei termini applicabili.

Approfondisci come funziona il risarcimento per malasanità per comprendere perché una valutazione tecnica adeguata sia importante anche durante il confronto con la struttura sanitaria.

Quali danni possono essere richiesti dopo un parere positivo

La quantificazione del danno costituisce una fase distinta dall’accertamento preliminare della responsabilità.

Un parere favorevole può evidenziare la possibilità di richiedere un risarcimento, ma l’individuazione delle singole voci richiede una valutazione completa delle conseguenze concretamente attribuibili alla condotta sanitaria.

Il danno biologico riguarda la lesione dell’integrità psicofisica, temporanea o permanente, accertata secondo criteri medico-legali.

Il danno morale considera la sofferenza interiore conseguente all’evento lesivo, da valutare evitando duplicazioni risarcitorie.

Il danno patrimoniale può comprendere spese mediche e riabilitative, necessità assistenziali, perdita di reddito e riduzione della capacità lavorativa, quando ne ricorrono i presupposti.

Il peso delle conseguenze future nei casi di invalidità grave

Nei casi più complessi, il risarcimento non riguarda soltanto quanto già accaduto.

Un paziente con una grave lesione neurologica potrebbe necessitare di assistenza quotidiana, ausili, adattamenti dell’abitazione e trattamenti riabilitativi prolungati.

La valutazione deve considerare la prevedibile evoluzione delle condizioni e i costi che possono incidere sulla vita futura del paziente.

Quando la vicenda si conclude con il decesso, possono inoltre emergere pretese risarcitorie dei familiari, compreso il danno da perdita del rapporto parentale, secondo i presupposti previsti dall’ordinamento.

La corretta quantificazione richiede un approccio multidisciplinare, capace di integrare valutazioni sanitarie, medico-legali ed economiche.

Parere di fattibilità negativo: che cosa significa davvero

Ricevere un parere negativo può essere particolarmente difficile per chi ha affrontato un percorso sanitario doloroso e ritiene di aver subito un’ingiustizia.

Tuttavia, un parere di fattibilità negativo non significa necessariamente che il paziente non abbia subito un danno. Significa che, sulla base degli elementi esaminati, non emergono presupposti tecnici sufficienti per sostenere adeguatamente la richiesta risarcitoria.

Le ragioni possono essere differenti.

La documentazione potrebbe non evidenziare una condotta sanitaria censurabile. In altri casi può emergere una complicanza non evitabile, verificatasi nonostante un’assistenza appropriata.

Può inoltre mancare la possibilità di dimostrare un collegamento causale tra la condotta contestata e il danno.

Una criticità ulteriore riguarda i casi nei quali la documentazione risulta incompleta oppure non consente una ricostruzione attendibile degli eventi.

Un parere negativo può essere rivalutato?

Un esito negativo non deve essere interpretato automaticamente come una conclusione assoluta e immutabile.

Occorre comprenderne le motivazioni e distinguere tra l’assenza di elementi di responsabilità e l’insufficienza delle informazioni disponibili.

Se vengono acquisiti nuovi documenti clinici, referti o elementi rilevanti, può essere opportuno valutare se esistano ragioni per un ulteriore approfondimento.

La disponibilità di nuove informazioni, tuttavia, non comporta necessariamente un cambiamento dell’esito.

Perché anche un parere negativo tutela il paziente

La funzione del parere di fattibilità non consiste soltanto nell’individuare i casi nei quali procedere.

Una valutazione sfavorevole può evitare al paziente e ai familiari di affrontare una controversia lunga e impegnativa senza elementi tecnici adeguati.

Nei casi di malasanità, infatti, l’intensità della sofferenza e la gravità delle conseguenze non coincidono automaticamente con la possibilità di dimostrare una responsabilità.

Comprendere questa distinzione permette di prendere decisioni più consapevoli.

Il paziente può inoltre ottenere una spiegazione tecnica delle principali criticità emerse, comprendendo quali aspetti della vicenda siano stati esaminati e perché non risultino sufficienti a sostenere una richiesta.

Un parere negativo non cancella il danno subito né il vissuto personale, ma può rappresentare uno strumento utile per evitare aspettative risarcitorie non adeguatamente fondate.

Come funziona il percorso con Omnia Risarcimenti

Omnia Risarcimenti ha strutturato il proprio percorso di valutazione dei casi di malasanità in fasi progressive.

Il primo passaggio consiste nell’ascolto della vicenda. Il paziente o un familiare racconta quanto accaduto e il team effettua una valutazione iniziale gratuita per verificare se sussistono i requisiti per la presa in carico della richiesta.

Quando il caso viene ritenuto meritevole di approfondimento, la documentazione viene sottoposta al team medico-legale incaricato di formulare il parere di fattibilità.

Il costo del parere di fattibilità medico-legale è di 300 €.

Se il parere risulta positivo e la pratica viene presa in carico, Omnia Risarcimenti anticipa le ulteriori spese necessarie alla gestione del caso, secondo le condizioni concordate con il cliente.

Il compenso pattuito viene riscosso soltanto a risarcimento ottenuto, nel rispetto degli accordi contrattuali.

Il lavoro multidisciplinare permette di affrontare sia la ricostruzione delle eventuali responsabilità sia la valutazione delle conseguenze economiche, assistenziali e personali del danno.

L’assistenza è rivolta soprattutto a situazioni complesse, come invalidità permanenti, danni neurologici, errori in sala parto, ritardi diagnostici con conseguenze gravi e decessi.

Vuoi capire se il tuo caso presenta i presupposti per una richiesta risarcitoria? Una prima valutazione può aiutarti a individuare il percorso più appropriato, senza anticipare conclusioni sull’esito.

FAQ sul parere di fattibilità positivo o negativo

Un parere di fattibilità positivo garantisce che otterrò un risarcimento?

No. Un parere favorevole indica che esistono elementi tecnici per valutare la prosecuzione della richiesta, ma l’esito dipende dalle prove, dagli ulteriori accertamenti e dall’eventuale confronto con la struttura sanitaria o con il giudice.

Quanto tempo passa tra il parere positivo e il risarcimento?

Non esiste una durata identica per tutti i casi. I tempi dipendono dalla complessità della documentazione, dalle consulenze necessarie, dalla posizione delle controparti e dall’eventuale svolgimento di procedure conciliative o giudiziali.

Se il parere è negativo posso chiedere un’altra valutazione?

Sì, è possibile rivolgersi a un altro professionista. Prima di farlo, è utile comprendere le motivazioni del primo parere e verificare se siano disponibili nuovi elementi clinici capaci di incidere sulla valutazione.

Chi paga le spese dopo un parere positivo con Omnia Risarcimenti?

Secondo il percorso descritto da Omnia, quando il parere è positivo e il caso viene preso in carico, la società anticipa le ulteriori spese necessarie alla gestione della pratica. Il compenso viene regolato secondo le condizioni contrattuali concordate con il cliente.

Un parere positivo consente di evitare la causa?

In alcuni casi è possibile raggiungere un accordo stragiudiziale o una conciliazione. Non è però un risultato automatico: dipende dalle posizioni delle parti, dalla documentazione e dalla valutazione delle responsabilità e del danno.

Se il danno è molto grave il parere sarà necessariamente positivo?

No. Anche un’invalidità permanente importante o un decesso non dimostrano automaticamente un errore medico. Occorre verificare la condotta sanitaria e il collegamento causale con il danno lamentato.

Conclusione

Il parere di fattibilità positivo rappresenta una base tecnica per affrontare le successive fasi di una richiesta risarcitoria, dalla consulenza specialistica alla trattativa con la struttura sanitaria, fino all’eventuale procedimento giudiziale.

Un parere negativo, invece, può evitare iniziative prive di adeguato fondamento oppure evidenziare la necessità di acquisire ulteriori informazioni prima di decidere.

In entrambi i casi, il valore dell’analisi risiede nella possibilità di prendere decisioni basate su elementi documentali e valutazioni professionali, distinguendo il sospetto di errore medico da una responsabilità potenzialmente dimostrabile.

Pensi di aver subito un danno a causa di un errore medico?

Raccontaci il tuo caso: il team di Omnia Risarcimenti ti ricontatterà entro 48 ore per verificare se sussistono i requisiti per la presa in carico della richiesta.

CONDIVIDI QUESTO ARTICOLO

Indice

Pensi di aver diritto ad un risarcimento?

Raccontacela e capiremo in meno di 48h se hai diritto a un risarcimento.

Notizie simili

Cartella clinica e documenti: cosa serve per il parere di fattibilità medico-legale

Cartella clinica, referti, consenso informato: quali documenti servono per il parere di fattibilità medico-legale in un caso di malasanità e come richiederli.

Parere di fattibilità medico-legale: cos’è e perché è il primo passo in un caso di malasanità

Il parere di fattibilità medico-legale dice se un caso di malasanità ha ottime possibilità di risarcimento. Cos’è, come funziona e perché tutela il paziente.

Ictus non riconosciuto in tempo: quando il ritardo diventa malasanità e causa invalidità permanente

L’articolo approfondisce il tema dell’ictus non riconosciuto e del ritardo diagnostico in ambito sanitario, spiegando quando l’errore può configurare malasanità e generare un danno neurologico risarcibile.